lunedì 2 luglio 2007

HiPiHi : Second Life Made in China


Milano - La crescita esponenziale dell'IT in Cina coinvolge ogni settore che abbia una certa rilevanza per l'incremento del business corporativo e aziendale. La politica IT del governo di Pechino si può riassumere in una frase: "accelerare lo sviluppo IT delle Piccole e Medie Imprese cinesi". In una Nazione dove oltre il 60% dei siti web attivi sono Venture WebSites, è gioco-forza immaginare scenari teconologici disegnati per attrarre nuovi investimenti aziendali. HiPiHi (I, Hi, Hapi - "The World Exists Because Of You") nasce con questo obiettivo e, come Baidu, s'ispira fortemente ad uno dei maggiori successi occidentali di settore.

HiPiHi è la "visione" cinese di Second Life. Da poco uscito dalla fase di beta testing, il progetto - nato nell'Ottobre del 2005 a Zhongkuanchun (Beijing) da un'idea di Xu Hui e Rao XueWei - è chiaramente e liberamente ispirato al prodotto di Linden Lab, il mondo virtuale asiatico promette di offrire una interazione abitante/mondo più intutitiva e maggiori possibilità di partecipare attivamente all'economia virtuale. L'usabilità della piattaforma virtuale dovrebbe permettere a tutti (neofiti inclusi) di spendere/investire con facilità i propri crediti virtuali. HiPiHi è sato pensato per essere un ambiente "molto amichevole per l'utente". L'ideale per "muovere denaro" e "fare business". Di fatto, HiPiHi ha un vantaggio rispetto a Second Life: parte da un'idea vincente già migliorata per attirare sponsor e investitori.

In attesa di capire se HiPiHi sia in grado di ripercorrere il successo di Second Life, tenendo conto che il modello virtuale dovrebbe ricalcare quello sociale, culturale e politico della Cina reale, la piattaforma virtuale cinese ha un'altra possibilità in più rispetto a Second Life: migliorare ancora il servizio/prodotto prima di "prendere il volo". Joe Miller, vice presidente di Linden Lab, descrive con una metafora le difficoltà nel migliorare le prestazioni dei software e dei server che reggono il mondo virtuale di Second Life: "Stiamo cambiando i motori mentre siamo in volo a 40 mila piedi di altezza". Modifiche sempre "in progress" ma che sembrano non soddisfare mai l'utenza esasperata dai ripetuti blocchi "incomprensibili" dovuti al sovraccarico di traffico sui server.

Migliorare il limite di traffico è una delle priorità dei Linden Lab che in una nota dichiarano di "lavorare per migliorare le performance dei server e superare la barriera delle 100mila utenze entro il 2007". Una barriera teorica. A volte i server bloccano gli accessi con "appena" 18000/36000 utenti contemporanei. Un caso di "limiti di prestazioni" che riguarda gli utenti italiani di SL sta già diventando "leggenda popolare". Tutto inizia dall'acquisto di un isola da parte di Antonio Di Pietro fatto per "[...] ricavarne un fresco e potente slancio di immagine. Ma le cose non vanno esattamente come avrebbe voluto. La rete reagisce. Prima diffidente, poi riottosa. E nel giro di poche ore una contromanifestazione di avatar circonda la bandierina dell’Italia dei Valori con intenzioni tutt’altro che benevole" - riporta l'articolo di Andrea Romano per La Stampa del 9 Marzo 2007: I politici in Rete a rischio di autorete. Da qui il sovraccarico dei server che per alcune ore ha impedito a Di Pietro di accedere alla sua proprietà virtuale.

Limiti dei server, stabilità, espansioni, lavori in progress, non fermano il popolo di Second Life e gli investitori che arrivano ad ondate per proporre le proprie attività in virtuale. Dall'Italia uno degli ultimi arrivi è Gabetti, con un investimento di 100000 euro. E ancora, sempre dall'Italia e fermandoci alle notizie più recenti: spazio alla GridGallery, all'Istituto Italiano di Cultura, alla regione Toscana. Second Life è proprio il tipo di business che piacerebbe ai Cinesi, si devono essere detti Xu Hui e Rao XueWei quando hanno fondato HiPiHi. Lo scenario ideale da proporre ad un Mercato forte di 30 milioni di piccole e medie imprese di cui "solo" 843000 sono attive on-line.



Nessun commento: